Il Motu proprio “Summorum Pontificum” (2007) del Sommo Pontefice Benedetto XVI

Con la Lettera apostolica “Summorum Pontificum”, in forma di Motu proprio, papa Benedetto XVI compie un atto decisivo per la piena riammissione dell’antica Liturgia Romana nella Chiesa Cattolica. Due sono i punti fondamentali: il chiarimento che il Messale del 1962 non è mai stato abrogato, e il fatto che non ci sarà più bisogno dell’autorizzazione del Vescovo per poter celebrare la Messa (e anche i Sacramenti) secondo i libri precedenti la riforma liturgica.

Il Motu proprio è stato accompagnato da una lettera rivolta ai vescovi, nella quale il Santo Padre motiva le decisioni prese. Le considerazioni di Benedetto XVI nascono dal desiderio che quanto viene stabilito circa l’uso del Messale del 1962 non costituisca occasione di incomprensioni e divisioni all’interno della Chiesa.
Inoltre, il Papa – ancora una volta – rivela il suo amore per la Dottrina e il Culto della Chiesa e la sua esperienza di credente e di pastore.
Alcuni passaggi sono davvero l’espressione più bella dell’animo raffinato di Benedetto XVI e della sua straordinaria competenza teologica e liturgica.


IL MOTU PROPRIO “SUMMORUM PONTIFICUM”

thumbnail of 2007a Motu proprio Summorum Pontificum

 

LA LETTERA AI VESCOVI

thumbnail of 2007b Lettera ai vescovi che accompagna il Motu proprio Summorum Pontificum