Don Pierangelo Rigon

Don Pierangelo RigonL’improvvisa morte di don Pierangelo Rigon (+ 17/02/2016) ha lasciato un vuoto incolmabile tra i suoi fedeli. Moltissime infatti sono le persone che hanno potuto beneficiare della sua guida spirituale, del suo ascolto, dei suoi paterni consigli, della sua costante preghiera; e questo indirettamente ha toccato anche chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo. Egli infatti era ben consapevole delle enormi potenzialità di internet e di come si possa fare del bene con questo strumento: ha perciò fortemente voluto da un lato arricchire questo sito con pensieri, riflessioni, omelie che potete leggere QUI, QUI e QUI; dall’altro aprire un PROFILO FACEBOOK, diventato anche un suo prezioso cassetto di ricordi.
Tutto questo si rivela ora un inestimabile archivio a beneficio di chiunque voglia mantenere vivo il suo ricordo, nutrirsi dei suoi insegnamenti spirituali e dottrinali o anche semplicemente sapere chi fosse il caro don Pierangelo e capire perché così tante persone gli abbiano voluto bene.

Riproponiamo anche L’INTERVISTA a don Pierangelo nell’ambito della rubrica “Andar per parrocchie” di Telechiara, nella quale egli illustra la storia, le particolarità e i tesori della parrocchia di Ancignano. Il filmato è andato in onda su Telechiara il 4 dicembre 2015.

Infine un OMAGGIO da parte dell’Associazione “Mons. Ferdinando Rodolfi, pro Missa antiqua” a nome di tutto il gruppo di fedeli legati al Rito romano antico.


Don Pierangelo Rigon (8 agosto 1957 – 17 febbraio 2016)

Don Pierangelo Rigon nasce a Sandrigo nel 1957 ed entra nel seminario vescovile di Vicenza nel 1968. Dopo la scuola media, frequenta il liceo classico e, successivamente, la teologia sempre nel medesimo istituto. Successivamente s’iscrive alla facoltà di Sacra Liturgia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo a Roma.

Viene ordinato sacerdote a Sandrigo il 9 aprile 1983, per l’imposizione della mani del Vescovo Mons. Arnoldo Onisto. Nel 1986 consegue la licenza in Liturgia e rientra a Vicenza, con l’incarico di segretario dell’Ufficio Liturgico Diocesano e la collaborazione pastorale in alcune parrocchie (in particolare a Povolaro dal 1989 al 2002). Per alcuni anni è anche incaricato dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola media inferiore e all’istituto tecnico di Marostica.

Ritornato a Roma nel 2002, ospite dei monaci benedettini di San Paolo fuori le mura, elabora una tesi dottorale in Sacra Liturgia, difesa l’11 maggio 2005, avente come titolo: “Per ritus et preces … consummentur in unitatem cum Deo” – L’opera liturgica del card. Alfredo Ildefonso Schuster (1880-1954). E’ il primo, e finora unico, sacerdote vicentino con tale specifico dottorato.

Il 2 giugno 2005, il presidente Ciampi conferiva l’onorificenza di Cavaliere “per meriti culturali” a don Pierangelo. Iscritto all’Albo dei giornalisti del Veneto nel 2008, ha scritto numerosi articoli per alcuni giornali locali e per riviste teologiche specializzate.

Rientrato in diocesi gli viene affidato l’incarico di amministratore parrocchiale di Ancignano, costituita in unità pastorale con Sandrigo. In questa comunità si dedica soprattutto alla riscoperta del valore della Tradizione Cattolica, recuperando gli oggetti sacri del culto e della pietà popolare (collocati in una piccola mostra permanente nei locali della canonica), e impegnandosi a fondo nel radicale restauro della piccola, ma antica e preziosa, chiesa di San Pancrazio, che tanti considerano “un gioiello”.

Dopo le disposizioni contenute nel motu proprio “Summorum Pontificum” (2007) di Benedetto XVI, don Pierangelo avvia subito l’esperienza della cosiddetta “Messa in latino”, celebrata dapprima saltuariamente, ma dall’Avvento del 2011 ogni domenica e festa di precetto alle ore 17.00. Con la paterna benedizione del Vescovo mons. Beniamino Pizziol, che l’1 dicembre 2013 partecipava all’Eucarestia secondo la Forma straordinaria del Rito Romano, don Pierangelo assicurava la cura pastorale dei fedeli che sono legati al Rito Romano antico, nell’unica chiesa della diocesi di Vicenza in cui esso ancora oggi viene celebrato.