Sulla legittimità del Rito antico

Istruzione “Universae Ecclesiae” (2011) della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" sull’applicazione del Motu Proprio.

Questa Istruzione fornisce alcuni chiarimenti relativi all’uso della Liturgia antica, dopo quasi quattro anni dalla promulgazione del Motu proprio “Summorum Pontificum”. E’ molto utile a chi opera nell’ambito della “forma straordinaria del rito romano”, perché offre indicazioni pratiche (es. lingua da usarsi nelle letture) che facilitano la corretta celebrazione.

Il Motu proprio “Summorum Pontificum” (2007) del Sommo Pontefice Benedetto XVI

Con la Lettera apostolica “Summorum Pontificum”, in forma di Motu proprio, papa Benedetto XVI compie un atto decisivo per la piena riammissione dell’antica Liturgia Romana nella Chiesa Cattolica. Due sono i punti fondamentali: il chiarimento che il Messale del 1962 non è mai stato abrogato, e il fatto che non ci sarà più bisogno dell’autorizzazioneRead more …

Il Motu proprio “Ecclesia Dei” (1988) del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II

Con questa Lettera apostolica in forma di Motu proprio il papa Giovanni Paolo II, in seguito alle ordinazioni episcopali illecite compiute da mons. Marcel Lefebvre, volendo favorire la piena comunione di quei fedeli che intendono rimanere legati al Papa, pur desiderando usare il Messale precedente la riforma liturgica, chiede ai Vescovi “un’ampia e generosa applicazione delleRead more …

Lettera circolare “Quattruor abhinc annos” (1984) inviata dalla Congregazione per il Culto Divino ai Presidenti delle Conferenze Episcopali.

Con questo documento viene data facoltà ai Vescovi di concedere la possibilità ad eventuali sacerdoti e gruppi richiedenti di usare il Messale di San Pio V (nell’ultima edizione del 1962), anziché quello riformato dopo il Concilio Vaticano II (1970). La decisione spetta esclusivamente ai singoli Vescovi sulla base di precise e motivate richieste.